Cenere di sigaretta.

Ho acceso l’ennesima sigaretta della giornata. Ormai è sera. Pensavo mi servisse, invece mentre bruciava lenta mi son ritrovata a guardare un punto fisso nel vuoto. Vuoto. Un vuoto curioso e mai esplorato. Pensare al buio con una sigaretta sembra la cosa più triste in assoluto, nel silenzio di te stessa che pero’ continui incessantemente a non staccare il cervello e tutti i suoi pensieri.

Penso. Sto qui al buio che fumo e penso. Nel silenzio piacevole che ormai è diventato mio amico. Ma come ho potuto farmi questo? Ma cosa mi sta accadendo?

Sto cambiando, sono cambiata, ho lottato e non me ne sono resa neanche conto nel mentre. Dieci anni. Dieci stupidi anni della mia vita a vivere solo per Amore. Ma perché? Chi è quella persona che segue l’amore non distinguendo mai tale sublime sentimento dalla sofferenza e malinconia più totale? Solo una pazza, una stupida e banale pazza potrebbe farlo.

La cenere mi cadeva addosso, come hanno fatto i miei pensieri e turbamenti. Il mio cuore è cambiato. Forse non sarà mai più lo stesso, ed io non sarò più la stessa donna che si riflette e vuole riflettersi negli occhi di un’altro. Pensavo che questo fosse amore, il vero amore. Se non fosse così? Il mio corpo. Il mio corpo ha sofferto ed è mutato, e non lo riconosco più. Sono io che ora seguo lui. La mia mente ed il mio cuore non hanno più potere decisivo. Forse è un bene. Ma come sarà vivere in balia di questo nuovo corpo? Sto cambiando. Non volevo. Ho tentato sempre di rimanere me stessa, ma poi per quale motivo?Vorrei essere più profonda mentre ora sto scrivendo. Ma che senso avrebbe? Sto scoprendo una nuova me. Non dipendo da nessuno. Sento di dipendere finalmente solo da me stessa. Dieci lunghi anni ci sono voluti. Ho amato. Sempre amato immensamente e dato tutta me stessa agli altri. A me solo briciole, scarti e disavanzi. Ho sbagliato.

Amare, fino a perdere le forze. Avere paura dell’abbandono e subirlo, ormai quasi come una non sorpresa per me. Mi son sentita vuota tante volte, mi son sentita umiliata, denigrata. Ma non mi sono mai detta che forse amare non vuol dire soffrire. Magari perché amo troppo. O forse non amo e non ho mai amato per niente. Ho dannatamente adorato le mie sofferenze ed il mio cuore sempre stanco… chissà….

Pensieri nuovi mi gironzolano nella testa. Non ho neanche fumato la sigaretta. Ho lasciato che il tempo per pensare la facesse spegnere, e quello che ne è rimasto è solo cenere. Cenere. Quello che sarò stata io per me e per chi diceva di volermi bene. Sono in forte debito con me stessa. Come  ho potuto permettere all’amore di farmi soffrire e vivere la felicità con paura in questi  dieci anni? Chi sono stati loro? Chi sono stata io? … Maledetta.

Forse il mio presunto amore è bruciato vivo. Mi ha ustionato dentro…nell’anima…e quello che rimane è solo cenere che danza nell’aria per poi disperdersi nel nulla. Ma quanto è bello amare. Non posso negarlo. Amare. Mi mancano le idee che avevo. Mi manca l’ingenuità e la speranza che ero sicura di trovare nel cuore di qualcuno. Ma tutto questo non ha senso. Neanche più per me. Ho paura. Ora ci riesco …a vivere senza appartenere a qualcuno. Credo stia delirando.

Non saprei cosa volere, se non la mia felicità. Mi manchi. Forse no. Forse mi manca solo l’idea che avevo di te…ma ho capito e so, cosa devo a me stessa. Mi son  fatta rovinare gli ultimi anni di vita da voi che eravate la mia…che stronza….se fossi il mio corpo, io mi odierei. Infatti. Mi sto odiando, ma amando per la prima volta. Nella mia testa ora danza solo la parola cenere. Cenere. Solo leggera cenere dentro me. Sto in silenzio… qui al buio. Sento i battiti del mio cuore ed il sangue pulsare nelle vene. Senza di te. Senza di te sto vivendo lo stesso…io che pensavo di vivere grazie a te.