L’amore un tempo fa.

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Leggendo , ed osservando mille foto, a volte avverto con nostalgia,  la sensazione che ci sia stato in passato, un tempo in cui per l’uomo la propria donna, potesse rappresentare lo spiraglio di luce per la vita. Nessuno è perfetto, e mai lo sarà, ma forse in quel momento la donna lo era davvero. Paziente con la vita, e con il tempo dell’amore. Con il cuore in bilico tra la vita e la morte del suo amato e forte quanto basta per vivere nel mondo lasciato dagli uomini costretti ad andar via.  

Molti di voi potranno contraddire tutto questo, dicendo che il tempo è fatto di cicli e ricicli, ed è caratterizzato  dagli stessi difetti che affliggono noi oggigiorno. Ma io non trovo che sia cosi’. Forse un tempo una donna, si sentiva donna perché  per quanto possa sembrare strano , non si provava vergogna ad esserlo. Si era felici di credere nelle favole anche quando la vita non lo era, di credere nell’amore anche pieno di problemi, bugie e tradimenti. Una donna poteva essere felice di un qualcosa che li era costato caro. E poteva fare l’impossibile nella vita e nel lavoro in nome dell’amore.  Un uomo riusciva ad aspettare. Aspettare una più libera conoscenza. Aspettare con ansia un’uscita, un sorriso angelico, una camminata. Aspettare con ansia il momento dei primi baci appassionati . Aspettare il momento dell’amore. I  mascalzoni ci sono sempre stati , esistono, e ci saranno sempre dall’origine del mondo all’eternità, ma quello che non c’è più è il piacere di vivere “l’attesa”.

Imparare ad aspettare, forse è cio’ che ci serve per riuscire a vivere. Non sappiamo più farlo. Non si ha più pazienza di conoscere le cose, di conoscere una persona, ci risulta impossibile innamorarci perfino col tempo  di qualcuno, non sappiamo attendere il momento giusto per agire, non sappiamo tollerare i cambiamenti , non abbiamo la pazienza di sopportare i sacrifici ed attendere i loro frutti, ma al contrario pretendiamo tutto e subito dagli altri, dall’ amore, dal lavoro e dalla vita in generale. 

Mi piacerebbe vivere a quei tempi, quando un’eventuale foto di un viso sbiadito era custodita nel taschino di una giacca da divisa, o attaccata al muro di una bettola lontana da Lei, quell’essere tanto desiderato, come quasi un obiettivo da raggiungere nella vita dopo tutto quel sacrificio. Quando si sognava ad occhi aperti  sul tanto atteso incontro con mille farfalle nello stomaco congelate va a finire in una timida passeggiata. 

Come dice uno scrittore italiano, “l’attesa non toglie speranza”, allora perchè non iniziare da ora ad imparare ad attendere? Forse potremmo sentirci più felici, ed amare ed amarci in modo migliore…

Ci è stata data un vita abbastanza lunga e per il compimento di cose grandissime, se venisse spesa tutta bene; ma quando si perde tra il lusso e la trascuratezza, quando non la si spende per nessuna cosa utile, quando infine ci costringe la necessità suprema, ci accorgiamo che è già passata essa che non capivano che stesse passando. È così: non abbiamo ricevuto una vita breve, ma la rendiamo tale, e non siamo poveri di essa ma prodighi. Come ricchezze notevoli e regali, quando sono giunte ad un cattivo padrone, in un attimo si dissipano, ma, sebbene modeste, se sono state consegnate ad un buon amministratore, crescono con l’uso, così la nostra vita dura molto di più per chi la dispone bene. (I, 3-4)

2013-08-17 17.54.20

Quanti significati sono celati dietro un abbraccio? Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere e infondere qualcosa di sé ad un’altra persona? Un abbraccio è esprimere la propria esistenza a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada, nella gioia che nel dolore. Esistono molti tipi di abbracci, ma i più veri ed i più profondi sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti. A volte un abbraccio, quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno, fissa quell’istante magico nell’eterno.  Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso, fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa o si ha paura di sapere. Ma il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all’altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo. Pablo Neruda

Quanti significati sono celati dietro un abbraccio? Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere e infondere qualcosa di sé ad un’altra persona? Un abbraccio è esprimere la propria esistenza a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada, nella gioia che nel dolore. Esistono molti tipi di abbracci, ma i più veri ed i più profondi sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti. A volte un abbraccio, quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno, fissa quell’istante magico nell’eterno.  Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso, fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa o si ha paura di sapere. Ma il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all’altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo. Pablo Neruda